Globalizzazione.
Come tutti i fenomeni, anche quello della globalizzazione porta con sé conseguenze positive e negative.
L’accesso ad una informazione globale rende possibili maggiori scambi di carattere culturale tra i popoli.
Di contro, un mondo globalizzato, rende più labili i confini tra culture diverse.
Ma gli effetti più impattanti sono certamente quelli economici-produttivi. Il basso costo della manodopera diventa quindi catalizzatore degli interessi delle grandi multinazionali che delocalizzano le loro produzioni non certamente per fini filantropici bensì per mero sfruttamento delle risorse locali.
Questo “sistema” coinvolge quindi tutte le attività dell’uomo, dalle coltivazioni alle produzioni industriali di tutti i settori, cancellando spesso le eccellenze locali a favore di una uniformità distributiva nel mondo.
Chiaramente tale atteggiamento aggressivo ha messo, mette e metterà in grandissime difficoltà gli apparati produttivi del mondo occidentale, dove le “regole” più stringenti hanno giustamente elevato la qualità della vita di tutti i lavoratori a scapito dei costi del prodotto finale.
Gli avvenimenti degli ultimi anni, covid e venti di guerra, hanno ancor di più evidenziato questa problematica.
L’industria manifatturiera italiana ha subito un attacco diretto violento che ha portato con sé la chiusura di tantissime aziende, spesso delle eccellenze, che come tali lavorando sulla qualità, non potevano e non possono essere competitive con filosofie globalistiche. Posti di lavoro evaporati nel nulla che purtroppo stanno impattando in maniera importante sulla nostra società. Tante le aziende che delocalizzano o importano beni da nazioni a basso costo di manodopera ma che oltremodo offrono bassa professionalità e contenuti qualitativi.

Questi anni quindi, ci hanno fatto capire l’importanza di avere una industria manifatturiera italiana florida ed in grado di differenziarsi dalla “massificazione” e dalla “uniformità” dei cosiddetti prodotti “globalizzati”.
Riteniamo invece che sia sempre più importante tornare a credere in un futuro dove sia possibile distinguersi per il valore delle cose che si fanno, per la qualità delle cose che si propongono, per l’unicità e specificità delle nostre produzioni, ponendo l’uomo al centro di tutti gli interessi.
Quante volte girando nella nostra Penisola ci accorgiamo di quanto la nostra cucina sia ricca nella sua diversità, quante volte ci inorgogliamo per l’espressione artistica dei nostri designer, quante volte ci capita di sottolineare le eccellenze di tutti i nostri prodotti.
La nostra azienda in questi anni ha in maniera tenace conservato e provato ad esaltare la territorialità del tessile per arredamento, accorciando la filiera produttiva e rendendo possibile un confronto non impari con prodotti “low cost” d’importazione, puntando sul design, sulla ricchezza delle nostre tradizioni, su quel modo di “leggere” un’esigenza trasformandola in capi unici e riconosciuti nel mondo.
Riteniamo indispensabile distinguerci in qualità, in ricerca, in sviluppo, in servizi, che rappresentano a nostro avviso il valore aggiunto che i nostri prodotti devono portare in dote, nella speranza che si ponga maggiore attenzione a fattori territoriali salvaguardando le tipicità di ogni nazione, considerandole ricchezze e non retaggi di una economia obsoleta.
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